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Autovelox, il decreto Salvini cambia le regole: stop alle multe “facili

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha firmato il decreto che stabilisce le nuove procedure di omologazione, verifica e taratura per tutti i dispositivi di rilevamento della velocità. Un passo atteso da tempo per mettere ordine e trasparenza su un tema che ha generato numerose controversie e ricorsi.

Autovelox: finalmente regole chiare dopo anni di incertezze

Dopo un lungo periodo di dibattito, critiche e un numero crescente di ricorsi, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha apposto la sua firma sul decreto che definisce le procedure di omologazione, verifica e taratura per tutti i dispositivi utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità. Il provvedimento, pronto per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, mira a porre fine a una situazione di incertezza normativa che si protrae da tempo, con migliaia di automobilisti che hanno contestato multe emesse da apparecchi ritenuti non conformi o privi della necessaria omologazione ministeriale.

Verso una maggiore trasparenza: cosa cambia per gli autovelox

Il nuovo decreto introduce regole chiare e definite per l’omologazione degli autovelox, distinguendo nettamente questo processo dall’approvazione tecnica. Questa distinzione era stata al centro delle polemiche che hanno portato all’annullamento di numerose sanzioni e allo spegnimento di diversi dispositivi installati lungo le strade italiane. Salvini, da sempre critico verso un uso “speculativo” dei controlli elettronici della velocità, intende così porre fine a un vuoto legislativo che ha favorito, secondo la sua visione, la proliferazione di apparecchi installati con il solo scopo di “fare cassa”.

La posizione del Ministro e le dichiarazioni

Già all’inizio del suo mandato, il Ministro Salvini aveva espresso perplessità sull’eccessiva diffusione degli autovelox, sottolineando la loro legittimità solo se finalizzati alla sicurezza stradale, come in prossimità di scuole, ospedali o in zone ad alto rischio di incidenti. “Se vengono moltiplicati dalla sera alla mattina anche su stradoni a due corsie per fare cassa e tassare gli automobilisti, sono semplicemente un’altra tassa”, aveva dichiarato in passato, manifestando la sua intenzione di regolamentare il settore.

L’impatto sui comuni e sulla sicurezza stradale

Il Codacons, pur accogliendo con favore la firma del decreto, evidenzia come il ritardo nella sua emanazione abbia avuto conseguenze negative. Non solo le casse di molte amministrazioni comunali hanno visto diminuire i proventi derivanti dalle multe (con una flessione stimata del 9% nelle grandi città nell’ultimo anno), ma anche la sicurezza stradale ne ha risentito. Gli enti locali, per evitare il rischio di ricorsi e conseguenti annullamenti delle sanzioni, sono stati indotti a spegnere diversi apparecchi, vanificando in parte il loro ruolo deterrente.