Il bilancio della mortalità stradale in Francia per lo scorso novembre rivela una situazione allarmante. I giovani e i pedoni sono particolarmente colpiti, e l’uso di sostanze come il protossido d’azoto appare come un fattore aggravante. Dietro a queste cifre si nascondono storie tragiche, dove la leggerezza di alcuni può avere conseguenze irreparabili.
Mortalità stradale in aumento: giovani e pedoni
La Sicurezza stradale ha suonato l’allerta: lo scorso novembre, la mortalità stradale dei minori di 24 anni è aumentata del 19% rispetto all’anno precedente. Secondo l’Osservatorio nazionale interministeriale della sicurezza stradale (ONISR), sono 19 giovani di meno di 18 anni che hanno perso la vita sulle nostre strade, cinque in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Per i 18-24 anni, il bilancio è altrettanto tragico con 51 decessi, sei in più rispetto al 2024. Al contrario, le persone anziane sono in qualche modo i grandi dimenticati di questa tragedia, con solo 63 decessi registrati, una diminuzione notevole di 11 vittime.
In totale, sono 270 le persone che hanno perso la vita sulle strade della Francia metropolitana nel novembre 2025, contro 266 nel novembre 2024. Anche i pedoni hanno pagato un pesante tributo con 46 decessi, otto in più rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda gli automobilisti, i numeri sono rimasti stabili con 142 conducenti deceduti. Se si guarda il quadro nel suo insieme, si osserva che 1.213 persone sono state gravemente ferite durante il mese scorso, il che rappresenta una leggera diminuzione del 2% rispetto a novembre 2024.

I giovani e i pedoni hanno pagato un pesante tributo ai decessi sulla strada il mese scorso in Francia © Yayimages
Morti sulle strade: protossido d’azoto, un’arma fatale
La delegata interministeriale alla Sicurezza stradale, Estelle Balit, ha messo in evidenza una realtà preoccupante: “La maggior parte degli incidenti è legata a una violazione delle norme del Codice della strada”. Tra queste violazioni, il consumo di sostanze si rivela particolarmente pernicioso. “Questo è particolarmente vero per il protossido d’azoto, il cui inalazione provoca una perdita di controllo di sé, e quindi del proprio veicolo”, ha ricordato, facendo riferimento a diversi drammi avvenuti di recente.
Protossido d’azoto: una pratica ad alto rischio per tutti
Storie tragiche illustrano i pericoli legati al consumo di protossido d’azoto. Recentemente, tre adolescenti di 19, 14 e 15 anni hanno trovato la morte dopo che la loro auto ha terminato la corsa in una piscina ad Alès (Gard). Il conducente, di 19 anni, era sotto l’effetto del protossido d’azoto, oltre che di alcol e cannabis. Un cocktail esplosivo che ricorda che l’uso di sostanze prima o durante la guida può non solo avere conseguenze disastrose per il conducente e i suoi passeggeri, ma anche comportare gravi conseguenze penali.
Un miglioramento oltremare
Per chiudere questo quadro nero, è importante evidenziare una nota leggermente più positiva. Nei nostri territori d’oltremare, le forze dell’ordine hanno registrato una diminuzione del 18% degli incidenti corporei nel mese di novembre 2025. Tuttavia, nonostante questa tendenza incoraggiante, tredici persone hanno perso la vita il mese scorso, ovvero 18 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Questa situazione preoccupante richiede una presa di coscienza collettiva. Le strade devono essere condivise con prudenza e responsabilità. Ognuno di noi deve agire per evitare che queste tragedie si ripetano.



