Il 1.2 Puretech a cinghia, questo motore che ha fatto discutere tanto, prende il suo congedo nell’Unione europea. Atteso, ma non per le ragioni che si potrebbero pensare. Invece di piegarsi di fronte alla sua reputazione a volte controversa, è la norma Euro 6 e-bis che pone fine al suo percorso. Tra delusione e speranza di rinnovamento, facciamo il punto su questa decisione del gruppo Stellantis.
Un motore alla fine della sua vita
Il motore 1.2 Puretech a cinghia è diventato raro come la neve a luglio. Scomparso dal catalogo delle Peugeot 208 e 2008, è solo un ricordo per gli appassionati di auto del gruppo Stellantis. Il suo ultimo respiro è previsto entro la fine dell’anno 2025, ma non aspettatevi un omaggio sfavillante. Questo tre cilindri a benzina si spegne soprattutto perché non può rispondere alle norme anti-inquinamento Euro 6 e-bis, che devono prefigurare l’arrivo di Euro 7. In sintesi, questo motore non ha retto il confronto con l’aumento delle esigenze ecologiche.

Il motore 1.2 Puretech a cinghia termina la sua carriera nell’Unione europea entro la fine dell’anno 2025. © Stellantis
Una decisione pragmatica e strategica
Stellantis non nasconde che questa decisione è prima di tutto ambientale. Il gruppo vuole riposizionarsi nel cuore degli acquirenti dimostrando che prende sul serio le questioni ecologiche. Mentre il Regno Unito, sfuggendo a queste restrizioni europee dalla Brexit, manterrà ancora il motore 1.2 Puretech a cinghia per un po’, l’Europa deve andare avanti. È quasi come vedere una squadra di calcio cambiare tattica in piena partita: bisogna sapersi adattare per vincere.
La versione a cinghia del 1.2 Puretech si distingue facilmente dalla variante a catena per il suo coperchio motore che non integra il tappo di riempimento dell’olio. © Johann Leblanc
Qui fotografata in una Citroën C3 Aircross 1.2 Hybrid 136, la terza generazione del 1.2 PureTech differisce nettamente dalle versioni precedenti nonostante la sua cilindrata identica. © Johann Leblanc
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I tentativi di Stellantis di riabilitare il 1.2 Puretech, come l’introduzione di una cinghia rinforzata o di una nuova viscosità dell’olio per i cambi, non sono stati sufficienti a oscurare i suoi problemi di affidabilità. La promessa di un’estensione della garanzia di dieci anni o 180.000 km sottolinea solo le preoccupazioni dei clienti: «Preferiamo prevenire che curare», come direbbe un buon medico.
Un vuoto da colmare per le Peugeot 208 e 2008
Questa scomparsa lascia un vuoto nella gamma delle Peugeot 208 e 2008, che perdono la loro versione d’ingresso con cambio manuale. I prezzi di accesso rischiano di salire, come un sollevamento di scudi in un esercito in ritirata. La versione ibrida da 110 CV diventa ora l’offerta meno costosa, con un motore elettrico abbinato all’ultima generazione del motore a catena.

Le Peugeot 208 e 2008 si trovano provvisoriamente senza versione d’accesso con cambio manuale. © Alex Krassovsky
Ma non preoccupatevi, dovrete aspettare fino all’inizio del 2026 per vedere tornare una versione manuale senza elettrificazione in questi modelli. Nel frattempo, la cinghia resiste ancora sulla Opel Corsa, ma anche il suo tempo è contato. Come un personaggio secondario di un film d’azione, il suo destino è segnato.
Affidabilità: un futuro incerto per il suo sostituto
Le nuove generazioni di motori sono spesso accolte con una certa diffidenza, soprattutto quando si hanno esperienze passate negative. La Citroën C3 di quarta generazione e la Fiat Grande Panda hanno già scelto il nuovo motore 1.2 turbo a catena sin dal loro lancio, lasciandosi alle spalle i problemi legati alla cinghia. Ma come in ogni buona storia di suspense, i difetti possono emergere in qualsiasi momento.

La Citroën C3 di quarta generazione ha beneficiato del nuovo 1.2 turbo a catena sin dall’inizio, con o senza ibridazione. © Alex Krassovsky
Per ora, non sono stati segnalati allarmi riguardanti questa meccanica recentemente rivista sul nostro modulo di affidabilità, ma la prudenza è madre di sicurezza. Un importante richiamo è stato effettuato di recente per correggere perdite di carburante su oltre 200.000 veicoli, un piccolo intoppo che ricorda che anche le stelle possono avere i loro momenti di debolezza.
Conclusione: un cambiamento necessario ma delicato
Alla fine, l’arresto del motore 1.2 Puretech a cinghia si inserisce in una logica di transizione necessaria per Stellantis. Rispondendo alle crescenti norme ambientali, il gruppo spera anche di riconquistare la fiducia dei consumatori. Resta da vedere se questa strategia porterà i suoi frutti in un mercato automobilistico in continua evoluzione.


