La stagione 2026 si preannunciava già carica di emozioni per il clan francese dei Gran Premi moto, ma ecco che prende una piega ancora più toccante con la partenza di Gilles Bigot. Dopo quasi quattro decenni a solcare i circuiti, questo rispettato capo meccanico mette fine alla sua carriera, portando con sé ricordi intensi come un’ultima curva in una gara decisiva.

Un percorso eccezionale

Gilles Bigot non è solo un nome nel paddock, è una vera e propria istituzione. Il suo annuncio di partenza segna la fine di un capitolo di nove anni all’interno del team Marc VDS, ma la sua storia con la competizione risale a molto prima. Prima meccanico per Alberto Puig nella categoria 250cc, è stato uno dei pilastri del clan Honda, accompagnando Alex Crivillé durante il suo trionfo nel 1999 in 500cc. Un’epoca in cui le gare si vincevano con il sudore della meccanica e dove ogni dettaglio contava.

Un esperto di telai

Riconosciuto come uno specialista dei telai, Bigot ha anche lasciato il segno in Tech3, dove è stato capo meccanico di Alex Barros e Norick Abe tra il 2003 e il 2004. La sua esperienza lo ha portato a navigare nella categoria intermedia dei Gran Premi per due decenni, dove ha condiviso il paddock con piloti come Thomas Lüthi, Hiroshi Aoyama e Shoya Tomizawa. Ogni gara era per lui una nuova avventura, un po’ come un film d’azione dove ogni scena è una sfida da affrontare.

Un addio emozionante

Su LinkedIn, Bigot ha condiviso le sue riflessioni su questa difficile decisione: “Ecco, è il momento di dire addio”. Per lui, il Gran Premio del Portogallo 2025 ha segnato la fine di un’era, non solo come tecnico, ma come un membro a pieno titolo di una grande famiglia. “Dopo 40 anni trascorsi nel paddock dei Gran Premi, per motivi di salute, è stato il mio ultimo Gran Premio.”

Una vita di passione

Nel suo messaggio, evoca una vita costellata di ricordi: “Che dire se non che è stata un’avventura incredibile, piena di emozioni, di momenti tristi e felici, di incontri con persone straordinarie.” La sua carriera assomiglia a un romanzo d’avventura dove ogni curva e ogni rettilineo sono stati l’occasione per vivere storie indimenticabili. Si descrive come un globetrotter, un nomade della velocità, che ha viaggiato per il mondo al ritmo delle gare, vivendo la sua passione a pieno.

Un addio senza rimpianti

Bigot conclude il suo messaggio su una nota malinconica ma positiva: “Nessun rimpianto, solo un po’ triste di non aver detto addio ai miei amici del paddock.” La sua carriera volge al termine, ma i ricordi che lascia dietro di sé sono preziosi come un podio conquistato. Nel mondo spietato dei Gran Premi, dove ogni secondo conta, Gilles Bigot è riuscito a ritagliarsi un posto d’onore grazie alla sua competenza e alla sua passione indomita.

L’eredità di un maestro

La partenza di Gilles Bigot non è semplicemente la perdita di un meccanico talentuoso; è l’addio a una figura emblematica che ha visto evolvere il MotoGP attraverso le decadi. Ogni pilota che ha sostenuto, ogni vittoria celebrata, è una testimonianza del suo impegno e della sua competenza. Il paddock non è più lo stesso senza di lui, come un circuito senza i suoi fan, vibranti di entusiasmo.

Mentre Gilles Bigot si congeda, lascia dietro di sé un’eredità che continuerà a ispirare le generazioni future. Il suo percorso illustra perfettamente che, nel mondo delle corse, la passione e la determinazione possono portare a vette inimmaginabili. Ora è tempo per lui di godere di un meritato riposo, ma le sue storie continueranno a risuonare nei paddock e oltre.

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