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Pontiac LeMans 1968: la seduzione di un hardtop a quattro porte

Quando si parla della bella epoca delle auto americane, è difficile non pensare ai coupé a due porte che hanno lasciato il segno. Eppure, la Pontiac LeMans 4-Door Hardtop del 1968 ci dimostra che le quattro porte possono avere anche fascino, anzi una certa presenza. Con il suo aspetto elegante e le sue linee raffinate, questo modello trasforma i pregiudizi sulle berline in una vera e propria storia d’amore automobilistica.

Una silhouette inaspettata

Quando si pensa ai modelli A-Bodies della GM degli anni 1968-1972, l’immagine del coupé a due porte si impone naturalmente. Tuttavia, il 4 porte è spesso stato considerato un semplice accessorio stilistico, ben lontano dagli standard di bellezza automobilistica. Detto ciò, il primo incontro con una LeMans 4-door hardtop mi ha fatto riconsiderare questa visione. Con il suo passo di 116 pollici e la sua tinta ossidiana, questo modello si rivela sotto una luce seducente. Chi avrebbe mai pensato che un aggiustamento sottile nel design potesse trasformare quello che sembrava un “ripiego” in una proposta desiderabile?

Un ritorno in grande stile

Ricordo la mia prima scoperta di questo veicolo sul mercato salvadoregno. All’epoca, non brillava per il suo aspetto. Le foto erano poco lusinghiere e il modello sembrava aver bisogno di una buona dose d’amore. Ma sembra che il tempo sia stato clemente. Oggi, attira tutti gli sguardi in una città saturata di offerte asiatiche. Annunciato con un motore V8 da 350 CID e un cambio Hydramatic a tre velocità, questo LeMans si posiziona come una scelta saggia per chi cerca un modello raffinato di Pontiac. Tuttavia, rimane un enigma: le emblemi OHC6 sui pannelli laterali lasciano perplessi. Questo modello ha subito una revisione del suo gruppo motopropulsore?

Un modello raro

Appena 9.002 esemplari di questa versione hardtop sono stati prodotti nel 1968, e anche il modello Tempest ha visto il suo numero di costruzioni fermarsi a 6.147 unità. Questo rappresenta circa 15.000 berline a quattro porte in totale, una goccia d’acqua rispetto ai 276.406 A-Bodies di Pontiac fabbricati quell’anno. Una rarità che spiega perché sia difficile ricordare l’ultima volta che si è incrociato un tale modello. E credetemi, questo aggiunge indubbiamente al suo fascino.

Il fascino delle opzioni

Negli anni ’60, ci sono state una miriade di opzioni disponibili sui modelli A-Bodies. In casa Pontiac, le linee Tempest, LeMans e GTO offrivano una varietà disorientante di stili di carrozzeria: coupé, berline, station wagon e cabriolet, il tutto arricchito da una moltitudine di opzioni meccaniche. La versione 4 porte non era quindi un semplice accessorio, ma un modello con le proprie caratteristiche, basato su un passo allungato per conferirgli un aspetto più equilibrato.

Design ed estetica

Il design della LeMans 1968 è un successo. La sua parte anteriore aggressiva e la griglia emblematiche richiamano lo stile distintivo di Pontiac di quell’epoca. I tocchi di cromo apportano un’eleganza senza tempo che cattura l’attenzione. Sul retro, la semplicità del design è altrettanto seducente, mentre gli adesivi sul vetro posteriore indicano che quest’auto ha attraversato i decenni senza perdere il suo carattere. Un dettaglio che dimostra che è stata coccolata dai suoi proprietari successivi sin dagli anni ’70.

Un interno da scoprire

Scrutando l’interno, ho notato che i vetri laterali erano un po’ opachi, rendendo difficile qualsiasi ripresa precisa. Tuttavia, un’immagine proveniente da un vecchio annuncio mostra un cruscotto intatto, in uno stato che sembra piuttosto onesto. Sebbene l’interno sia probabilmente stato modernizzato con della pelle, rispetta l’essenza della LeMans originale con le sue finiture in Morrokide.

Un incontro memorabile

Oggi, la LeMans attendeva pazientemente il suo proprietario davanti all’officina dove stava ricevendo una manutenzione del carburatore. Un promemoria che anche le auto classiche necessitano di particolare attenzione per funzionare correttamente. Questo modello, un tempo sottovalutato, mi ha fatto riconsiderare le mie idee preconcette sulle berline a quattro porte, rivelando un potenziale estetico che non avrei mai creduto possibile. Un semplice colpo d’occhio e eccomi conquistato!