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La Porsche Macan saluta e dice addio

Addio Macan benzina: un capitolo si chiude, ma la storia non è finita

È tempo di tirare giù il sipario. La Porsche Macan, quella che per anni ha rappresentato il cuore pulsante e soprattutto redditizio del marchio di Zuffenhausen, sta per congedarsi. Non stiamo parlando della nuova Macan elettrica, quella che punta a ridefinire il futuro, ma della Macan a benzina, un’icona a suo modo, che uscirà definitivamente di scena dalla linea di produzione di Lipsia alla fine di luglio. Un addio che sa di resa, ma anche di un possibile ritorno con le fattezze di un nuovo modello.

Definita da Porsche stessa “la sportiva tra i SUV” fin dal suo debutto nel 2014, la Macan termica ha avuto una carriera brillante, capace di conquistare un pubblico vasto e fedele. Eppure, il suo destino sembrava segnato già da tempo. Non solo per l’inevitabile transizione verso l’elettrico, ma anche per questioni normative che ne avevano già decretato il ritiro dal mercato europeo a causa del mancato adeguamento ai requisiti di cybersicurezza del regolamento GSR2. Ora, però, il sipario cala definitivamente, ovunque.

Un “errore” strategico che costa caro

Sembra incredibile, ma a dare voce ai dubbi è nientemeno che Oliver Blume, amministratore delegato del Gruppo Volkswagen e fino a poco tempo fa numero uno di Porsche. In una recente ammissione, Blume ha confessato che a Zuffenhausen si è commesso un errore strategico nel decidere di abbandonare la Macan a benzina. L’idea era che gli acquirenti si sarebbero naturalmente spostati verso la versione elettrica, ma i numeri, soprattutto quelli più recenti, raccontano una storia diversa, quasi un’inversione di tendenza.

I dati parlano chiaro: nel 2026, le previsioni vedevano 45.367 Macan elettriche contro 38.961 a benzina. Ma i primi sei mesi del 2024 hanno ribaltato le carte in tavola. Delle 35.315 Macan consegnate, ben 19.695 erano spinte da motori a benzina, mentre solo 15.620 montavano un powertrain elettrico. Una discrepanza che fa riflettere e che ha spinto Porsche a rivedere i propri piani, ammettendo che forse, solo forse, mandare in pensione un modello così redditizio è stata una mossa azzardata.

“Ci siamo sbagliati sulla Macan. Sulla base dei dati disponibili all’epoca e della nostra valutazione dei mercati, prenderemmo di nuovo la stessa decisione. Oggi però la situazione è diversa. Abbiamo reagito e stiamo aggiungendo motori a combustione e versioni ibride.”

La Macan “nuova” arriverà, ma non sarà lei

La buona notizia, per gli amanti del genere, è che la storia della Macan a benzina non è ancora del tutto finita. O meglio, il suo spirito potrebbe sopravvivere in un nuovo modello. I piani originali, come detto, non prevedevano un successore diretto, ma di fronte ai dati di vendita, Zuffenhausen sta rivedendo la strategia. Si parla di un nuovo SUV medio, che dovrebbe arrivare entro il 2028, ma che quasi certamente non si chiamerà più Macan, nome ormai destinato alla versione elettrica.

Questo nuovo arrivato punterà su motorizzazioni puramente termiche ed elettrificate, poggiando sulla piattaforma PPC del Gruppo Volkswagen, la stessa che troviamo sull’Audi Q5. Ma attenzione, non aspettatevi un semplice re-badge. Il CEO Michael Leiters ha tenuto a precisare che, nonostante la condivisione della base tecnica con l’Audi, il nuovo SUV dovrà essere una “vera Porsche”.

Un’anima Porsche da ritrovare

Le parole di Leiters sono un chiaro segnale: la sfida sarà quella di infondere in questo nuovo modello quell’anima sportiva e quel DNA Porsche che hanno reso la Macan così speciale. “Dobbiamo assicurarci che sia una vera Porsche”, ha dichiarato Leiters, sottolineando che ciò richiederà “contenuti, sostanza di prodotto e tecnologia nuovi”. Questo significa che il tempo necessario per lo sviluppo e l’industrializzazione sarà giustificato dalla volontà di offrire un prodotto distintivo, che vada oltre la semplice meccanica condivisa con Audi.

L’obiettivo è chiaro: creare un SUV che mantenga le promesse di dinamismo, piacere di guida e qualità costruttiva che i clienti si aspettano da un modello con il cavallino rampante. Non sarà facile, soprattutto in un mercato sempre più orientato all’elettrico e con normative in continua evoluzione. Ma se Porsche saprà replicare la magia della Macan originale, questo nuovo capitolo potrebbe rivelarsi un successo inaspettato.

Il peso di un’eredità: cosa resta della Macan benzina?

La Macan benzina non è stata solo un’auto; è stata un fenomeno. Ha dimostrato che un SUV poteva essere sportivo, agile e persino emozionante da guidare, senza rinunciare alla praticità di un’auto a ruote alte. Ha aperto le porte a un nuovo segmento di clientela per Porsche, quella che cercava un compromesso tra le prestazioni di una 911 e la versatilità di un SUV. Ha venduto migliaia di unità, generando profitti che hanno permesso a Porsche di investire in nuovi progetti, inclusa la stessa Macan elettrica.

La sua uscita di scena segna la fine di un’era, un po’ come quando un grande campione si ritira dalle scene. Lascia un vuoto, ma anche un ricordo indelebile e una serie di insegnamenti. La Macan benzina ha insegnato a Porsche (e al Gruppo VW) che il mercato ha sfumature che vanno oltre le previsioni più ottimistiche sull’elettrico. Ha dimostrato che c’è ancora spazio per i motori a combustione, soprattutto se abbinati a una dinamica di guida d’eccellenza.

Confronto con le rivali: dove la Macan benzina eccelleva

Nel suo segmento, la Porsche Macan ha sempre navigato in acque agitate, confrontandosi con agguerrite concorrenti come la BMW X3, l’Audi Q5, la Mercedes-Benz GLC e la Range Rover Evoque. Ma la Macan ha sempre avuto un asso nella manica: la sua capacità di offrire un’esperienza di guida che si avvicinava a quella di una berlina sportiva, piuttosto che a quella di un SUV tradizionale.

L’assetto, la taratura dello sterzo, la risposta del motore e la precisione generale del telaio la distinguevano nettamente. Mentre le rivali puntavano più sul comfort e sulla tecnologia, la Macan metteva il piacere di guida al primo posto, senza però sacrificare eccessivamente la praticità quotidiana. Era un equilibrio quasi perfetto, un mix che pochi altri costruttori sono riusciti a replicare con la stessa efficacia.

Tecnologia e interni: un approccio Porsche

All’interno, la Macan ha sempre mantenuto un’impronta decisamente Porsche. La plancia, pur evolvendosi nel corso degli anni, ha sempre privilegiato la funzionalità e la qualità dei materiali. Il quadro strumenti, con il suo contagiri centrale, è un chiaro richiamo alla tradizione sportiva del marchio, mentre il sistema di infotainment, sebbene non sempre all’avanguardia come quello di alcuni competitor, è sempre stato intuitivo e completo.

La qualità percepita è sempre stata un punto di forza, con assemblaggi curati e materiali pregiati, in linea con le aspettative di un cliente Porsche. Anche se non ha mai puntato su schermi enormi o soluzioni futuristiche come altri, l’abitacolo della Macan ha sempre offerto un ambiente solido, ben costruito e orientato al guidatore, confermando l’attenzione del marchio per i dettagli e per l’esperienza utente.

Prezzi e disponibilità: un addio amaro

L’uscita di scena della Macan benzina segna, per ora, la fine di un’era anche per chi desiderava acquistarla. I prezzi, a seconda delle versioni e degli allestimenti, si posizionavano nella fascia alta del segmento dei SUV medi premium. Questo, unito alla sua esclusività e alle prestazioni, ha sempre giustificato il suo posizionamento di mercato.

Ora, per chi cerca una Macan con motore a combustione, le uniche opzioni rimangono quelle del mercato dell’usato, dove il modello continua a mantenere un valore elevato grazie alla sua desiderabilità e alla sua reputazione. La nuova generazione, come anticipato, arriverà con un nome diverso e con un approccio tecnologico differente, segnando un ulteriore passo avanti nella strategia di elettrificazione di Porsche.

Il verdetto: un SUV che ha fatto la storia

La Porsche Macan benzina se ne va, lasciando un solco profondo nel panorama automobilistico. È stata un’auto che ha sfidato le convenzioni, dimostrando che un SUV poteva essere sinonimo di sportività pura. Ha generato profitti inimmaginabili, permettendo a Porsche di investire nel futuro e di affrontare la transizione elettrica con maggiore serenità.

L’ammissione di un “errore strategico” da parte della dirigenza Volkswagen non fa che sottolineare l’importanza di questo modello. La Macan benzina non è stata solo un prodotto di successo, ma un vero e proprio game-changer per il marchio. Ora, l’attesa è per il suo successore, un modello che dovrà raccogliere un’eredità pesante e dimostrare di poter essere una “vera Porsche” anche senza il rombo del motore a combustione nel suo DNA.

  • Addio alla Macan benzina: produzione terminata a fine luglio 2024.
  • Motivazioni: uscita di scena per normative e cambio di strategia verso l’elettrico.
  • Errore strategico: ammissione da parte del CEO VW di aver sottovalutato il mercato termico.
  • Successore in arrivo: nuovo SUV medio previsto entro il 2028, ma con nome diverso.
  • Base tecnica condivisa: piattaforma PPC con Audi Q5, ma con sviluppo Porsche dedicato.
  • Focus sulla sportività: il nuovo modello dovrà mantenere il DNA Porsche.
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