La prima Classe G a otto cilindri: un fuoristrada di lusso prima del lusso
Dimenticate le suv moderne e i SUV coupé che infestano le nostre strade. Negli anni ’90, quando si parlava di fuoristrada “tosti”, la mente correva a pochi, selezionati modelli capaci di affrontare l’inferno e tornare indietro con un sorriso. La Mercedes-Benz Classe G era uno di questi. Ma se pensate che fosse solo un mezzo da lavoro o da esplorazione, preparatevi a ricredervi. La 500 GE V8 AMG del 1993 era una bestia diversa, un anticipatore di tendenze, un ibrido tra un carro armato e una limousine, creato quando AMG era ancora quel preparatore indipendente che faceva tremare i motori della Stella.
Questa non è una Classe G qualunque. È una delle 446 unità prodotte, con un motore V8 da 5 litri capace di 237 CV, un numero che all’epoca faceva impallidire molti colleghi a quattro ruote, per non parlare di quelli con le ruote tassellate. E l’esemplare in questione, venduto all’asta per circa 126.000 euro, ha una storia che profuma di sabbia dorata e opulenza: è stato ordinato nuovo dal principe saudita Sultan Bin Abdulaziz Al Saud, con tanto di personalizzazioni factory-approved.
AMG e Mercedes: un legame che forgiava i sogni (e i V8)
Prima che AMG diventasse un’ala ufficiale e potentissima di Mercedes-Benz, era un’entità a sé, un’officina magica dove i motori della Stella venivano spremuti fino all’ultima goccia di potenza. Era un po’ come avere un supereroe privato per la tua auto, uno che sapeva come trasformare un tranquillo motore in un tuono scatenato. La 500 GE V8 AMG è la testimonianza di questa collaborazione pre-ufficiale, un esperimento audace che ha segnato un punto di svolta per la Classe G.
Pensata inizialmente per essere prodotta in circa 500 esemplari, questa versione “estrema” del fuoristrada tedesco si fermò a 446 unità. Un numero così basso che oggi la rende un pezzo da collezione ambitissimo. Non stiamo parlando di un’auto qualunque, ma di un pezzo di storia automobilistica che univa l’iconica robustezza della Classe G a una muscolatura inedita, grazie all’otto cilindri che le dava un’anima decisamente più sportiva.
Un V8 da 5 litri per domare il deserto (e l’asfalto)
Il cuore pulsante di questa “G” speciale è un V8 da 5 litri, capace di erogare 237 CV. Non parliamo di numeri da hypercar moderna, certo, ma per un fuoristrada degli anni ’90, era una potenza che metteva in soggezione. Immaginatevi questo bestione che sfreccia nella sabbia del deserto, con il rombo del V8 che echeggia tra le dune. O, perché no, che si fa strada nel traffico cittadino con un’autorità che pochi potevano eguagliare.
La 500 GE V8 AMG non era solo potenza bruta. Era anche una dichiarazione di intenti: la Classe G stava iniziando il suo percorso verso il lusso e le prestazioni elevate, un viaggio che l’avrebbe portata a diventare l’icona che conosciamo oggi. Questo modello è stato il primo gradino di quella scala, un primo assaggio di ciò che AMG avrebbe potuto fare con un telaio così solido e versatile.
Personalizzazioni da sceicco: la Classe G su misura
L’esemplare in questione, identificato dal numero di telaio 1669 e immatricolato nel febbraio 1994, apparteneva al principe Sultan Bin Abdulaziz Al Saud. E i principi, si sa, hanno gusti… particolari. Non si accontentano della solita vernice. Il nostro principe ha voluto una tinta speciale, “Avantgarde Verde”, una sfumatura che spiccava tra le più classiche, richiesta direttamente in fabbrica. Un tocco di esclusività che fa subito capire di trovarsi di fronte a un pezzo unico.
Ma le personalizzazioni non si fermano alla carrozzeria. La vettura è uscita dalla fabbrica con carreggiate allargate e passaruota maggiorati, pronti ad accogliere cerchi in lega AMG di dimensioni generose. L’abitacolo, poi, è un tripudio di pelle nera e grigia, impreziosito da inserti in radica di noce, un classico intramontabile per chi ama il lusso discreto. E per l’epoca, era il top: climatizzatore automatico, cruise control, sedili riscaldabili e tetto apribile elettrico. Praticamente un salotto viaggiante, ma con la capacità di scalare montagne.
Manutenzione da sceicco: il restauro che la rimette a nuovo
Anche le auto più esclusive hanno bisogno di cure. Nel 2025, questa Classe G “principesca” è stata sottoposta a un meticoloso intervento di ripristino meccanico presso Obsessive Car Workshop, un’officina specializzata a Gedda. Parliamo di un lavoro di fino: impianto frenante, perdite d’olio, sistema di riscaldamento, climatizzatore, pompa della benzina, filtro carburante e persino il differenziale. Insomma, tutto ciò che serviva per farla tornare a ruggire come un tempo.
Il risultato? Un’auto che, al momento della catalogazione, segnava appena 24.254 km. Un chilometraggio irrisorio per un’auto del ’93, che testimonia una vita vissuta più tra i garage di lusso che tra i sentieri polverosi. La combinazione di rarità, proprietario illustre, personalizzazioni e chilometraggio da primato rende questo esemplare una vera chicca per collezionisti.
La Classe G 500 V8 AMG: un pezzo da collezione con un prezzo da sceicco
Quanto vale un pezzo così unico? L’asta di RM Sotheby’s ha parlato chiaro: circa 126.000 euro. Una cifra importante, che riflette la rarità del modello, la sua storia particolare e le condizioni impeccabili. Non è un acquisto per tutti, ovviamente. Si tratta di un investimento per appassionati disposti a pagare un premium per possedere un pezzo di storia Mercedes-AMG.
Ma è giusto così. La 500 GE V8 AMG non è un’auto per chi cerca un semplice mezzo di trasporto. È un’icona, un pezzo da museo su ruote, capace di evocare un’epoca in cui i fuoristrada iniziavano a flirtare con il lusso e le prestazioni estreme. Un’epoca in cui AMG era il mago che trasformava i sogni in realtà, e i principi sauditi ordinavano Classe G V8 con vernici speciali.
Verdetto: Per chi è questa Classe G “principesca”?
- Per chi ama la storia: Questa non è solo un’auto, è un capitolo della storia di Mercedes e di AMG, un ponte tra il fuoristrada puro e il lusso ad alte prestazioni.
- Per i collezionisti con portafoglio: Il prezzo è elevato, ma giustificato dalla rarità, dal chilometraggio bassissimo e dalla provenienza esclusiva.
- Per chi cerca l’esclusività: Essere uno dei 446 proprietari al mondo ha un suo fascino innegabile.
- Non per chi cerca la tecnologia moderna: Non aspettatevi schermi giganti o aiuti alla guida da auto del 2024. Qui si vive la guida con un’altra prospettiva.
- Non per chi la vuole usare tutti i giorni: Sarebbe un peccato rovinarla. Meglio conservarla come un gioiello.
In conclusione, la Mercedes Classe G 500 GE V8 AMG del principe saudita è molto più di una semplice auto speciale. È un simbolo di un’era, un connubio perfetto tra ingegneria tedesca, preparazione AMG e l’opulenza del Medio Oriente. Un pezzo che fa sognare, e che dimostra come la Classe G sia sempre stata un passo avanti, pronta a ridefinire i confini del lusso e delle prestazioni, anche quando si trattava di affrontare il deserto con otto cilindri sotto il cofano.
















