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Volkswagen ID.DIN T14: La supercar elettrica che non vedremo mai, ma che fa sognare

L’elettrica che non ci sarà, ma che fa rumore

Dimenticatevi le supercar con il logo Volkswagen. La casa di Wolfsburg non ha mai avuto la stoffa per competere con Ferrari o Lamborghini, preferendo lasciare quel segmento ai marchi del suo stesso gruppo. L’ultimo tentativo serio, la W12, risale a un’era geologica fa. Eppure, a volte, basta uno stagista con un sogno e un po’ di argilla sintetica per farci immaginare cosa potrebbe essere. Ecco la ID.DIN T14, un concept che fa più rumore di una 911 a scarico libero, ma che resterà confinato nei rendering e nei sogni.

Andreas Mindt, il capo del design del Gruppo Volkswagen, ha deciso di condividere su Instagram questo progetto di Fabian Reitz, uno stagista che evidentemente ha le idee chiare su come fare colpo. Non parliamo di semplici schizzi buttati lì, ma di un vero e proprio modello in scala, curato nei dettagli, che ci fa chiedere: “E se?”. Mindt stesso l’ha definita “audace”, con “proporzioni chiare, superfici ridotte e una forte impronta grafica”. Parole che, dette da lui, hanno un peso. Ma non illudetevi: questa è pura fantasia su quattro ruote, un’opera d’arte digitale destinata a non vedere l’asfalto.

  • Concept: Volkswagen ID.DIN T14
  • Designer: Fabian Reitz (stagista)
  • Direttore Design VW Group: Andreas Mindt
  • Presentazione: Modello in scala e rendering digitali

Design da film di fantascienza, ma con un tocco tedesco

Diciamocelo, questa ID.DIN T14 non è esattamente una Golf GTI. Ha un’aria minacciosa, quasi da cattivo dei film di supereroi. Se Batman dovesse cambiare la sua Batmobile con qualcosa di più ecologico ma altrettanto intimidatorio, forse opterebbe per lei. Le fiancate sono piatte come una tavola da surf, l’abitacolo è stretto come quello di un jet da combattimento e il parabrezza avvolgente ti fa sentire dentro un videogioco. Non è un’auto che ti invita a un picnic, è un’auto che ti porta a fare la guerra.

E poi ci sono quei dettagli che urlano “futuro prossimo”: sfoghi d’aria sopra i passaruota anteriori che sembrano branchie, un diffusore posteriore degno di un’auto da Le Mans e cerchi enormi con coperture aerodinamiche che farebbero invidia a un aspirapolvere di lusso. Le telecamere al posto degli specchietti? Un tocco da maestro, anche se forse un po’ troppo “concept” per essere preso sul serio. Eppure, stranamente, l’insieme funziona. Non sembra un alieno piombato sulla Terra, ma una Volkswagen che ha deciso di spingersi un po’ oltre, forse troppo.

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