In un contesto in cui Ducati domina il dibattito, Honda sembra raddoppiare gli sforzi per ritrovare il suo antico splendore. Con l’obiettivo dichiarato di «vincere il prima possibile», il costruttore giapponese intende capitalizzare sui suoi progressi tecnici e sportivi. Ma in questo turbine di competizioni, è sufficiente per imporsi di fronte a rivali sempre più affilati?
Un test promettente in Malesia
La scena si apre su un circuito malesiano dove, martedì scorso, Joan Mir è riuscito a stabilire un tempo che ha fatto sensazione: 1’56″874. Mentre Ducati continua a mostrare la sua potenza, questo crono è stato percepito come un vero e proprio evento da Honda, la cui situazione attuale è sia delicata che piena di speranza. Infatti, mentre Yamaha sembra essere in preda ai dubbi, Honda naviga tra l’ottimismo di un nuovo inizio e le sfide poste dalla concorrenza. Il marchio con l’ala dorata si trova a un bivio, con risultati incoraggianti ma ancora domande in sospeso.
Risultati incoraggianti ma sfide persistenti
Honda ha superato una tappa significativa nel 2025, uscendo dal gruppo delle concessioni. Ciò significa meno libertà tecnica per questa stagione, ma anche un’opportunità di implementare le lezioni apprese dalle performance passate. I podi ottenuti nell’autunno scorso, sebbene preziosi, erano solo l’inizio di una ricerca più ambiziosa: raggiungere la vittoria regolare. Durante il GP di Francia, Johann Zarco aveva offerto un barlume di speranza, ma questo successo si era materializzato in condizioni meteorologiche atipiche.
Per trovare una vittoria stabile, bisogna risalire al 2021 e ai trionfi di Marc Márquez sulla RC213V. Un passato glorioso che motiva il team a raddrizzare la barra. Alberto Puig, il team manager, mostra una soddisfazione palpabile dopo questi primi test dell’anno. Secondo lui, la RC213V ha mostrato progressi notevoli, consolidando così la base di sviluppo avviata negli anni precedenti.
Le parole di Alberto Puig: tra speranza e realismo
Le parole di Alberto Puig sono sempre scelte con cura. Al termine del test, ha sottolineato: “Siamo molto soddisfatti perché abbiamo fatto molti progressi sulla moto.” Parla di miglioramenti notevoli che non rivoluzionano la macchina, ma che apportano un apprezzabile impulso. “Non è enorme, ma piccole cose che si traducono in una migliore performance complessiva.”

Joan Mir (Honda HRC)
Tuttavia, non è tutto roseo. Nonostante i progressi, i piloti, tra cui Joan Mir, hanno segnalato un ritardo persistente rispetto ai migliori. Il test ha rivelato che Honda era ancora classificata terza tra i marchi, a quasi cinque decimi dal riferimento di Ducati e a tre decimi da Aprilia. In termini di ritmo di gara, Honda deve ancora guadagnare terreno rispetto ai suoi concorrenti. La vera domanda rimane: la RC213V riuscirà a risolvere il suo eterno problema di grip posteriore che penalizza i suoi piloti da troppo tempo?
Un futuro pieno di incertezze
Alberto Puig non ha eluso questa problematica durante un’intervista con DAZN. Ha dichiarato: “Abbiamo riscontrato un netto miglioramento in tutti i settori, o quasi.” È un messaggio di speranza, ma anche di vigilanza. L’obiettivo è chiaro: puntare a posizioni tra le sei o sette migliori regolarmente e combattere per i podi. “I piloti stessi ti riportano alla realtà,” precisa Puig, consapevole che il cammino verso la vetta è costellato di ostacoli.
Verso una stagione decisiva
Questa stagione 2025 si preannuncia decisiva per Honda. Con una squadra che sembra motivata e un motore in fase di miglioramento, il marchio deve ora dimostrare di poter competere a lungo termine con gli altri giganti del MotoGP. Sarà una stagione in cui ogni gara conterà, e in cui ogni punto ottenuto sarà vitale per riconquistare un pubblico esigente. Gli osservatori avranno gli occhi puntati su Honda per vedere se riuscirà a trasformare le sue promesse in risultati tangibili.



