Il MotoGP potrebbe sbarcare a Miami nei prossimi anni. Con un proprietario in comune con la Formula 1, l’idea di una nuova gara americana sembra logica. Ma se l’entusiasmo è palpabile, la sicurezza dei piloti resta la priorità assoluta, come ricorda Carlos Ezpeleta, direttore sportivo del campionato.
Il mercato statunitense è una priorità per il MotoGP e l’arrivo di Liberty Media alla guida del campionato apre nuove prospettive. Dopo Austin, che ospita il Gran Premio delle Americhe, la Florida e il suo circuito di Miami potrebbero diventare la prossima tappa sul suolo americano. Derek Chang, amministratore delegato di Liberty Media, ha infatti definito il tracciato “logico” per ospitare una tappa del MotoGP, sfruttando la sinergia con la F1.
Miami, un circuito nel mirino
Carlos Ezpeleta, direttore sportivo del MotoGP, ha confermato l’interesse per il mercato americano, senza però sbilanciarsi su scadenze precise per Miami. “Miami fa parte delle nostre conversazioni”, ha confidato a una selezione di media francesi. L’obiettivo è non creare false aspettative, lavorando al contempo sulla crescita globale del MotoGP negli Stati Uniti, in particolare rafforzando il potenziale dell’evento di Austin. Si stanno studiando nuove opzioni, ma non si tratta di un tema imminente.

Il circuito di Miami, già sede di F1, è un’opzione concreta per il MotoGP.
La sicurezza, un prerequisito non negoziabile
Una delle questioni più rilevanti riguarda la natura dei circuiti cittadini, potenzialmente più pericolosi per le moto rispetto alle monoposto. Il MotoGP arriverà ad Adelaide nel 2027 su un tracciato cittadino che richiederà adattamenti specifici per garantire la sicurezza dei piloti. Carlos Ezpeleta è categorico: “Non ci saranno mai compromessi sulla sicurezza”. La FIM (Federazione Internazionale di Motociclismo) ha fatto progressi considerevoli negli ultimi decenni, e questa politica sarà mantenuta, se non rafforzata.
Un calendario più diversificato, ma non a tutti i costi
Se la Formula 1 ha ampliato la sua offerta con circuiti cittadini come Jeddah, Miami e Las Vegas, il MotoGP non intende seguire la stessa traiettoria. “Non prevediamo che metà del calendario MotoGP si svolga su circuiti in centro città”, precisa Ezpeleta. L’idea è piuttosto quella di trovare soluzioni specifiche per alcune città, sull’esempio di quanto potrebbe accadere ad Adelaide, pur mantenendo una maggioranza di circuiti tradizionali, più adatti alle esigenze di sicurezza delle due ruote.
Le sfide di un’espansione americana
L’integrazione di nuove gare negli Stati Uniti risponde a una strategia globale di Liberty Media volta ad accrescere la popolarità del MotoGP. Il mercato americano, con il suo forte potenziale di fan e sponsor, è un obiettivo privilegiato. L’aggiunta di una tappa in Florida potrebbe ulteriormente dinamizzare la disciplina, a condizione che i vincoli di sicurezza siano pienamente soddisfatti. La Dorna, promotrice del MotoGP, intende capitalizzare su questa nuova spinta senza mai sacrificare l’integrità fisica dei propri piloti.
Un futuro da costruire, passo dopo passo
Se l’idea di un Gran Premio a Miami sta prendendo forma, essa richiede uno studio approfondito e una pianificazione rigorosa. Le discussioni sono in corso, ma la priorità assoluta resta la sicurezza dei piloti. Il MotoGP è impegnato in un percorso di crescita controllata, e l’aggiunta di una nuova gara negli Stati Uniti si inserirà in questa logica. Sarà necessario attendere per conoscere i prossimi passi concreti, ma l’ambizione è chiaramente dichiarata.
Cosa c’è da sapere:
- L’interesse per un Gran Premio MotoGP a Miami è reale, supportato dal proprietario Liberty Media.
- La sicurezza dei piloti è la priorità assoluta e non si faranno compromessi su questo punto.
- Il MotoGP non seguirà la F1 moltiplicando i circuiti urbani, privilegiando tracciati adeguati.
- L’espansione sul mercato americano è una strategia chiave per la crescita del campionato.
- Non è ancora stata fissata una data, ma le discussioni sono in corso per future opportunità.
[du projet à Adélaïde]




