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MotoGP: Quartararo e Yamaha, il Mugello è un muro da scalare

Fabio Quartararo si avvicina al Gran Premio d’Italia al Mugello con un realismo venato di preoccupazione. Mentre la Yamaha accusa un evidente ritardo tecnologico rispetto ai concorrenti, il circuito toscano, noto per i suoi lunghi rettilinei e l’elevata aderenza, potrebbe accentuare le attuali debolezze della M1.

MotoGP: Quartararo e Yamaha, il Mugello è un muro da scalare

Il tracciato del Mugello, teatro questo fine settimana della sesta tappa della stagione MotoGP, è un monumento del motociclismo sportivo. Le sue curve veloci e i tratti rettilinei impegnativi mettono a dura prova le moto e i loro piloti. Per Fabio Quartararo e la sua Yamaha, presentarsi senza illusioni è una necessaria lucidità. Il campione del mondo 2021 sa che il cammino verso la vittoria, o anche solo verso le prime posizioni, si preannuncia irto di ostacoli.

Il MotoGP sta vivendo una stagione in cui il divario tecnologico tra i costruttori si è ampliato. Sebbene la Yamaha M1 riesca a volte a inserirsi nelle posizioni di vertice, il round italiano rischia di rivelare, ancora una volta, i limiti della moto giapponese.

Mugello, un terreno di gioco ostile per la Yamaha

Il circuito del Mugello è famoso per il suo rettilineo principale, lungo oltre un chilometro, dove le velocità di punta sfiorano i record. È proprio su questo punto che la Yamaha soffre maggiormente rispetto alla concorrenza, che ha beneficiato di più stagioni per perfezionare i propri motori V4. Ma per Quartararo, la sfida non si limita alla pura potenza.

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“Qui, penso che sarà una delle gare più complicate”, ha confidato il francese questo giovedì. “Ci sono rettilinei, molte curve che girano tantissimo, grip. Già l’anno scorso, abbiamo finito molto, molto, molto lontani. Penso che sarà molto complicato.” Le sue parole traducono una legittima apprensione di fronte alle esigenze del tracciato toscano.

Oltre la potenza, la mancanza di “turning” e di grip

Se la Yamaha viene spesso criticata per il suo deficit di potenza, Fabio Quartararo ritiene che non sia l’unico, né il principale, problema della M1 attuale. Il passaggio da un motore quattro cilindri in linea a un V4 ha richiesto una completa riprogettazione della moto, e alcuni compromessi sembrano essere stati fatti.

“Sinceramente, penso che la potenza non sia il peggio”, spiega il pilota. “Penso che abbiamo pochissimo ‘turning’ e grip perché prima la moto girava molto, il grip era accettabile. Ora, non abbiamo grip e non abbiamo turning, più il motore, ovviamente. Sì, sarà dura.” Questa analisi evidenzia una mancanza di agilità e un’aderenza insufficiente, difetti particolarmente penalizzanti nelle sequenze rapide del Mugello.

Test poco conclusivi su una pista dalle condizioni ideali

Le recenti sessioni di test, come quella effettuata all’indomani del Gran Premio di Catalogna, non hanno portato le svolte sperate. Le sperimentazioni si sono concentrate sull’alettone anteriore, e le conclusioni tratte sono da sfumare fortemente secondo Quartararo, a causa delle condizioni eccezionali.

“La realtà è che la pista offriva un’enorme aderenza”, racconta. “Ho fatto un 1’38″8 senza fare un singolo ‘time attack’, a soli tre decimi dal mio ‘time attack’ della Q2. Avrei potuto essere molto più veloce ma non è la realtà, non ritroverò mai quella sensazione perché il grip in pista non è mai così. Vediamo davvero che con il grip, possiamo avere un potenziale nettamente migliore.” Queste condizioni ideali non riflettono la realtà delle gare, dove l’aderenza è spesso più precaria.