Toyota sta accelerando i test per la futura regolamentazione WRC del 2027, con un nuovo prototipo avvistato in Spagna. Il costruttore giapponese sembra muoversi più in fretta del resto del gruppo, e questo dice molto sul livello di preparazione in vista di un cambio tecnico pesante.
Un prototipo sempre più vicino alla realtà del 2027
Nel motorsport, la fase di sviluppo conta quasi quanto il tempo sul cronometro. Toyota lo sa bene: dopo i primi test avviati lo scorso anno, il marchio ha rimesso in strada il prototipo in Spagna, con una silhouette che continua a evolversi man mano che il progetto prende forma.
#WRC Toyota WRC27 before/now 👀
📸 @PassatsDeCanto + Leandro Lemos MotorsportTop picture its this week in Spain pic.twitter.com/MLdkVwW8y8
— Planetemarcus (@planetemarcus) April 28, 2026
Le immagini circolate sui social mostrano una vettura ancora molto coperta nei dettagli, ma già più coerente nelle proporzioni. Rispetto alle prime foto del prototipo provato in Portogallo a febbraio, questa versione richiama di più la GR Yaris nella parte anteriore, mentre il posteriore si avvicina al Toyota C-HR. Il senso dell’operazione è chiaro: Toyota sta affinando il progetto, confrontando soluzioni e correggendo il tiro senza fissare ancora la configurazione definitiva.
La nuova regola cambia il modo di costruire una WRC
Il punto chiave è il cambio di scenario atteso per il 2027. La FIA sta preparando una nuova regolamentazione tecnica con un tetto ai costi fissato a 345 000 €, e con vetture largamente basate sulle attuali Rally2. In pratica, il WRC si avvia verso una fase in cui il controllo dei budget peserà quasi quanto la prestazione pura.
Le future auto adotteranno anche una sospensione a doppio triangolo, mentre i sistemi di frenata e di sterzo riprenderanno specifiche vicine a quelle delle Rally2. Il risultato sarà una disciplina più contenuta sul piano tecnico, meno libera di un tempo, ma ancora abbastanza estrema da restare riconoscibile come prototipo da mondiale. Toyota, evidentemente, si è mossa con largo anticipo.
Toyota sfrutta il vantaggio di chi ha iniziato prima
Al momento, il marchio giapponese resta l’unico grande costruttore impegnato nello sviluppo di una vettura conforme alla nuova normativa. È un dettaglio che pesa. In un campionato dove ogni scelta tecnica si porta dietro effetti per due o tre stagioni, partire prima significa guadagnare tempo mentre gli altri devono ancora entrare nel ritmo del progetto.
Toyota aveva già avviato il lavoro su questo prototipo prima della nuova ondata di immagini arrivate a febbraio dal Portogallo. Da allora il programma sembra essere entrato in una fase più intensa, con test ripetuti e una nuova costruzione portata avanti in parallelo. Kevin Struyf, responsabile ingegneria del team, parla comunque di un semplice «prototype» in attesa della versione finale del 2027. Niente retorica: qui conta il lavoro di sviluppo, non la scenografia.
I piloti Toyota sono già coinvolti, Ogier aspetta
Il progetto non va avanti isolato. Tutti i piloti attuali Toyota nel WRC hanno già avuto modo di guidare il prototipo, con l’esclusione di Sébastien Ogier. La squadra ha coinvolto anche Ott Tänak, campione del mondo 2019, per una parte dei test.
La scelta ha una logica precisa. Nel rally il parere dei piloti pesa quanto la scheda tecnica, soprattutto quando il regolamento non è ancora del tutto definito. Se un costruttore cerca il giusto equilibrio tra rigidità, comportamento e versatilità, raccogliere più sensazioni aiuta a evitare una macchina troppo estrema oppure, al contrario, troppo prudente.
Il châssis mulet serve per non fermare lo sviluppo
Durante il Rally di Croazia, ad aprile, Kevin Struyf ha confermato che il team sta costruendo un nuovo châssis «mulet» per continuare i test. Anche qui il termine è eloquente: si tratta di uno strumento di sviluppo, non di un modello definitivo. In altre parole, Toyota si tiene ancora margine per interventi profondi prima di arrivare a quella che dovrebbe essere la configurazione di riferimento.
Struyf ha spiegato che la regolamentazione 2027, con una carrozzeria abbastanza libera, lascia ancora una certa autonomia progettuale. Ed è proprio questa elasticità a rendere più complesso il lavoro preliminare: alcuni elementi tecnici non erano ancora completamente definiti all’inizio dello sviluppo, quindi bisogna procedere per gradi, senza aspettare che tutto sia scritto in modo definitivo.
Cosa racconta davvero il progetto Toyota per il WRC 2027
Alla fine, i test di Toyota parlano tanto del marchio quanto del futuro del mondiale. Mostrano un costruttore già dentro la nuova fase, ma anche un WRC che sta ancora cercando il punto di equilibrio tra contenimento dei costi, prestazione e libertà tecnica. Il regolamento vuole probabilmente rendere il campionato più sostenibile. Resta da capire se riuscirà a conservare abbastanza carattere per restare davvero coinvolgente.
Per Toyota il vantaggio è doppio: presidiare il terreno prima degli altri e prendere confidenza il prima possibile con un quadro tecnico ancora in movimento. Per il pubblico, invece, è il segnale che il passaggio al 2027 non sarà un semplice aggiornamento, ma un cambio di metodo. E nel motorsport, chi capisce prima il metodo tende a raccogliere per più tempo i frutti della velocità.
In sintesi, il prototipo Toyota WRC 2027
La casa giapponese continua i test con un nuovo prototipo visto in Spagna.
- Toyota è, al momento, l’unico grande costruttore impegnato sulla futura regolamentazione WRC 2027.
- La nuova regola prevede un tetto ai costi fissato a 345 000 €.
- Le future vetture saranno in gran parte basate sulle Rally2, con sospensione a doppio triangolo.
- I test hanno già coinvolto tutti i piloti Toyota del WRC, tranne Sébastien Ogier.
- Anche Ott Tänak ha preso parte allo sviluppo del prototipo.
- Un nuovo châssis mulet servirà ancora per proseguire le prove prima della versione finale.

