Un tuffo nel passato, con stile
La Land Rover Discovery, quel mastodontico fuoristrada che fa sentire anche il più timido dei conducenti pronto a scalare l’Himalaya, si rifà il look. Non parliamo di una rivoluzione, sia chiaro, ma di un nuovo allestimento, la “Landmark Edition”, che strizza l’occhio al glorioso passato del modello, quello degli anni ’80 e ’90, quando le auto erano fatte per sporcarsi e per andare ovunque. E se pensate che sia solo un vezzo estetico, preparatevi a cambiare idea: questa versione punta a chi ama distinguersi, senza rinunciare alla sostanza.
La novità principale? Un colore. Sì, avete capito bene. Un blu così profondo e storico da far sembrare le altre auto dei giocattoli di plastica. Ma non è solo una questione di tinta: ci sono dettagli che gridano “sono speciale” e accessori pensati per chi non si accontenta della solita Discovery. È un po’ come indossare il completo sartoriale preferito per andare a fare la spesa: esagerato? Forse. Ma dannatamente efficace.
Il blu che non ti aspetti
Chiamatela nostalgia, chiamatela genialata di marketing, ma il nuovo blu “Tasman Blue” della Landmark Edition è un vero colpo d’occhio. Ispirato al “Clearwater Blue” originale del 1989, questo colore fa sembrare la Discovery non solo un mezzo per andare dal punto A al punto B, ma un vero e proprio pezzo da collezione su ruote. Immaginatevela parcheggiata davanti a un pub inglese, magari con un leggero velo di fango: perfetta.
Ma non finisce qui. I dettagli esterni si tingono di “Graphite Atlas” e “Carpathian Grey”, mentre i nuovi cerchi in lega da 21 pollici con finitura “Dark Agate Grey” completano un quadro già di per sé notevole. Non aspettatevi cromature scintillanti da yacht di lusso; qui si gioca con sfumature più sobrie, più “rugged”, che sottolineano la vocazione avventurosa del mezzo. È un po’ come se un dandy si vestisse da esploratore: elegante, ma pronto all’azione.
Interni da salotto (con vano frigo)
Una volta saliti a bordo, la sensazione di esclusività non diminuisce. Gli inserti in alluminio spazzolato scuro e i rivestimenti in “Tech Velour” danno un tocco di modernità, ma è il tetto panoramico apribile a rubare la scena, invitando a guardare il cielo durante le lunghe traversate. E per i più esigenti (o semplicemente per chi viaggia con la prole assetata), c’è un vano refrigerato nella console centrale. Perfetto per mantenere al fresco le birre durante un picnic improvvisato o per assicurare che i succhi di frutta non si scaldino troppo.
Ma non pensate che sia solo un vezzo. Land Rover ha pensato anche alla praticità, con un occhio di riguardo alle diverse anime della Discovery. Per gli amanti degli animali, ci sono pacchetti dedicati con accessori per trasportare cani e gatti senza rovinare gli interni. Per i ciclisti, kit specifici per caricare le biciclette. E per chi ama gli sport invernali o semplicemente le vacanze al mare, ci sono soluzioni su misura per massimizzare lo spazio e la funzionalità. Insomma, questa Discovery non è solo bella, è anche dannatamente utile.
La meccanica resta quella di sempre: solida e affidabile
Ora, parliamo di ciò che conta davvero sotto il cofano. E qui, Land Rover non si sbilancia in stravaganze. La Landmark Edition, così come le altre versioni Tempest e S, mantiene la collaudata motorizzazione diesel mild hybrid. Due le potenze disponibili: 249 CV o 350 CV. Abbastanza per muovere questo colosso con disinvoltura, senza far gridare allo scandalo per i consumi. Il cambio automatico e la trazione integrale, poi, sono un classico intramontabile, una garanzia per affrontare qualsiasi tipo di terreno.
Non aspettatevi prestazioni da pista, perché non è questo il suo scopo. La Discovery non è nata per divorare curve come una sportiva, ma per macinare chilometri, affrontare sterrati e superare ostacoli con una sicurezza quasi imbarazzante. Il sistema All Terrain Progress Control e il Terrain Response 2 sono lì a dimostrarlo: questa auto è progettata per andare ovunque, senza fare troppe domande. E se vi dovesse capitare di dover attraversare un fiume (fino a 900 mm di profondità, mica male!), la Discovery non si tirerà indietro. Nemmeno se dovrete trainare un rimorchio da 3.500 kg: l’Advanced Tow Assist vi renderà la vita un gioco da ragazzi.
Tempest e S: le altre facce della medaglia
Ma la Discovery non è solo Landmark Edition. Per chi cerca il massimo del lusso e dell’esclusività, c’è la versione Tempest. Disponibile nell’inedita tinta “Borasco Grey” (protetta di serie da una pellicola opaca, che non si sa mai), si distingue per dettagli in “Petra Copper” che le conferiscono un’aria ancora più decisa e audace. L’abitacolo, poi, si può personalizzare con abbinamenti cromatici inediti tra pelle Windsor e tonalità come “Light Oyster” e “Caraway”. Insomma, se volete sentirvi re, questa è la vostra versione.
Per chi invece ha un occhio più attento al portafoglio, ma non vuole rinunciare alla sostanza, c’è la Discovery S. Non sarà lussuosa come la Tempest o esclusiva come la Landmark, ma offre comunque un pacchetto interessante. Sedili in “Duoleather”, ricarica wireless per lo smartphone, ben nove prese USB e una miriade di vani portaoggetti: l’essenziale per affrontare la vita quotidiana e i viaggi più lunghi senza stress. È la dimostrazione che anche un’auto imponente come la Discovery può essere accessibile.
Il verdetto: un classico che si rinnova
Alla fine, cosa ci resta? Una Land Rover Discovery che, pur senza stravolgere la sua natura, si arricchisce di un allestimento che celebra il suo passato e ne esalta le qualità. La Landmark Edition non è solo un’auto, è una dichiarazione d’intenti: un mezzo per chi ama viaggiare, esplorare, distinguersi, senza rinunciare a un pizzico di stile e a un’innegabile dose di praticità. Certo, il prezzo non sarà quello di una city car, ma parliamo pur sempre di una Land Rover.
È un’auto che non cerca di stupire con schermi giganti o interni futuristici. Punta sulla solidità, sull’affidabilità, sulla capacità di affrontare qualsiasi situazione. E se poi ci aggiunge un colore storico e qualche dettaglio esclusivo, tanto meglio. La Discovery Landmark Edition è la prova che, a volte, guardare indietro è il modo migliore per andare avanti.
- Motorizzazione: Diesel mild hybrid da 249 CV o 350 CV
- Trazione: Integrale permanente
- Cambio: Automatico
- Allestimenti principali: Landmark Edition, Tempest, S
- Capacità di guado: 900 mm
- Capacità di traino: 3.500 kg
















