Dopo una pole position promettente nel 2025, Cadillac punta a trasformare il successo quest’anno alla 24 Ore di Le Mans. La casa automobilistica americana ha affinato il suo prototipo V-Series.R, in particolare sul fronte aerodinamico, per guadagnare velocità di punta e competere frontalmente con Ferrari e Porsche.
La strada verso la vittoria alla 24 Ore di Le Mans è costellata di insidie e la gerarchia delle forze in campo è in costante evoluzione. Tuttavia, una tendenza emerge quest’anno: una rinnovata fiducia in Cadillac. Un anno dopo aver conquistato la pole position, la casa automobilistica americana sembra attrezzata per puntare alla vittoria con il suo prototipo LMDh V-Series.R. Il Pesage è iniziato, la Giornata dei Test si profila e gli sguardi si rivolgono a Detroit, che ha apportato significative evoluzioni tecniche alla sua vettura, mirando specificamente a un punto debole che era costato caro l’anno scorso: la mancanza di velocità di punta nei lunghi rettilinei della Sarthe.
Un lavoro mirato sull’aerodinamica
Norman Nato, pilota Cadillac, non usa mezzi termini riguardo ai miglioramenti apportati: “Se guardiamo le qualifiche dell’anno scorso, era abbastanza chiaro dove eravamo veloci e dove ci mancava qualcosa. Abbiamo cercato di migliorare su questo, e non è un segreto.” L’anno scorso, sebbene la Cadillac V-Series.R eccellesse nelle sezioni tortuose come le curve Porsche, soffriva crudelmente il confronto in rettilineo rispetto alle rivali dirette. Questo deficit di velocità massima si è rivelato un handicap importante in gara, rendendo difficili i sorpassi e costosa in termini di energia la resistenza agli attacchi. Lo sviluppo si è quindi concentrato su questa lacuna, con la volontà di non compromettere le eccellenti doti della vettura nelle sezioni più tecniche del circuito.
Sébastien Bourdais, altro pilota chiave del marchio, conferma questa direzione: “Tutti hanno davvero cercato di riaggiustare l’aerodinamica della vettura per essere più performanti in condizioni di gara, con chiaramente più velocità massima, e per essere un po’ più in linea con quello che fanno gli altri.” Aggiunge con un pizzico di realismo: “Abbiamo visto che la macchina era molto, molto performante sul giro l’anno scorso, ma non è così che si vince Le Mans. Se ci superano in rettilineo e non possiamo superare… C’è stato un enorme lavoro svolto e penso che dovremmo essere in grado di lottare quest’anno, questo è l’obiettivo.” Questa dichiarazione sottolinea la consapevolezza dei limiti incontrati e la determinazione a correggere il tiro per questa edizione.
La Giornata dei Test, primo indicatore di performance

Sébastien Bourdais è convinto del potenziale di Cadillac per la vittoria.
La Giornata dei Test, che si terrà domenica, sarà il primo vero indicatore dell’efficacia delle modifiche apportate. La velocità di punta sarà osservata attentamente e Cadillac, insieme a Ferrari, schiera quest’anno tre vetture, un vantaggio non trascurabile per la gara di durata.
Sébastien Bourdais, al volante della n°38 con Earl Bamber e Jack Aitken, si mostra cauto ma ottimista: “È la prima volta che porteremo seriamente la macchina sopra i 300 km/h, quindi è la prima volta che sapremo veramente dove siamo a livello aerodinamico, e quanto ci costerà rispetto alle Porsche.” Questa messa alla prova sul circuito Bugatti sarà determinante per convalidare le ipotesi di lavoro.
Norman Nato, che condividerà l’abitacolo della n°12 con Louis Delétraz e Will Stevens, condivide questa attesa: “Sappiamo più o meno dove abbiamo guadagnato e potenzialmente perso un po’, ma non lo sappiamo ancora esattamente, perché ogni circuito è molto diverso. Quello che abbiamo sentito a Imola è stato un po’ diverso a Spa, e poi siamo andati a Silverstone circa due settimane fa proprio per effettuare le ultime preparazioni per Le Mans.” Questi test vari hanno permesso di affinare le impostazioni e preparare al meglio l’appuntamento di Le Mans.
La concorrenza osserva attentamente
Dal lato degli avversari, la crescita di Cadillac non è passata inosservata. Frédéric Makowiecki, pilota Alpine, riconosce l’importanza cruciale della velocità di punta a Le Mans: “La velocità di punta a Le Mans rimane fondamentale se vogliamo essere in grado di avere una gara che ci permetta di avere il nostro destino tra le mani e di non subire quello che succederà con il traffico.” Interrogato sulle dichiarazioni del clan Cadillac, risponde con un sorriso malizioso: “Possono essere più che fiduciosi!” Questa reazione testimonia la percezione di una seria minaccia da parte della casa automobilistica americana.
Cadillac a Le Mans: le chiavi di una potenziale vittoria
- Miglioramento aerodinamico mirato: Guadagno di velocità di punta cruciale per i lunghi rettilinei del circuito della Sarthe.
- Lavoro sulla costanza: Passare da una performance sul giro singolo a un ritmo di gara sostenuto.
- Impiego di tre vetture: Aumenta le possibilità di successo e la capacità di gestire gli imprevisti.
- Esperienza acquisita: Un anno dopo la pole position, il team ha capitalizzato sui suoi insegnamenti.
- Concorrenza attenta: Gli avversari riconoscono il potenziale di Cadillac, segno di una minaccia credibile.




