Nonostante un promettente 13° posto al Mans, Toprak Razgatlioglu fatica a nascondere la sua insoddisfazione in MotoGP. Il campione del mondo Superbike, ancora in fase di apprendimento sulla Yamaha M1, si sente relegato a anni luce dal suo potenziale e, soprattutto, da quello di Fabio Quartararo. Un divario che giudica “enorme” e che intende colmare.
La MotoGP è decisamente un altro pianeta per Toprak Razgatlioglu. Se il pilota turco continua a raccogliere punti preziosi – 13° al Mans, il suo miglior risultato finora – e a dominare il compagno di squadra Jack Miller, il confronto con i big della categoria lo lascia insoddisfatto. Il divario con Fabio Quartararo, in particolare, è un argomento che lo preoccupa oltremodo.
Un nuovo traguardo raggiunto, ma un ritardo abissale
Il fine settimana del Gran Premio di Francia al Mans sembrava l’appuntamento da segnare con una pietra bianca per Razgatlioglu. Non solo ha ottenuto la sua migliore prestazione stagionale in MotoGP con un 13° posto, ma ha anche superato ancora una volta il suo compagno di squadra nel Pramac Racing, Jack Miller, 15°. Il turco ha tagliato il traguardo con 3 secondi e mezzo di vantaggio sull’australiano, confermando la sua superiorità sulla pista sarthoise dopo averlo già battuto nella sprint race.
Tuttavia, questi successi parziali non bastano a mascherare la realtà della classifica. Il triplice campione del mondo Superbike si ritrova costantemente all’inseguimento di Álex Rins e, soprattutto, constata un divario colossale dagli uomini di testa. Ciò che lo tormenta di più è la prestazione di Fabio Quartararo, suo connazionale in Yamaha, che osserva con particolare attenzione.
“32 secondi sono enormi per me”: la frustrazione del pilota
Quando parla alla stampa, tra cui Motorsport.com, Razgatlioglu non usa mezzi termini: “Cerco di fare del mio meglio. Miglioriamo ogni giorno, è un bene ma non basta per ottenere un buon risultato.” La delusione è palpabile. Il pilota turco è frustrato dalla sua incapacità di competere con il ritmo dei migliori e sottolinea la necessità di capire e migliorare la moto, sull’esempio di quanto sembra aver fatto Quartararo.
In gara, Razgatlioglu ha occupato brevemente la 12ª posizione prima di commettere un errore nell’ultimo giro, lasciando andare Rins. Colpa, in parte, di un’usura prematura del suo pneumatico anteriore, specialmente nelle curve a destra, che ha compromesso il suo ritmo nel finale di gara. “Abbiamo usato una gomma anteriore soft ed era distrutta”, spiega, sottolineando le difficoltà incontrate nonostante un miglioramento della sua guida a fine gara. “All’inizio, con più grip e benzina, la mia guida non era molto buona, non riuscivo a mantenere un buon ritmo. Invece, alla fine, guidavo molto meglio, ma questa volta è stato lo pneumatico anteriore a degradarsi e ho perso un po’ di performance.”

Toprak Razgatlioglu (Pramac Racing)
La vera fonte della sua amarezza risiede nel divario di prestazioni rispetto a Quartararo. “Comunque, 32 secondi sono enormi per me”, dichiara, rifiutandosi di accontentarsi di briciole. Riconosce di aver perso qualche secondo a causa di un errore, ma anche senza di esso, il divario sarebbe stato significativo. “Guardo Fabio, perché anche lui guida la Yamaha, e ha fatto un lavoro incredibile questo fine settimana, è a sette o otto secondi, e noi a 32.”
Barcellona, terreno di gioco per imitare Quartararo
Di fronte a questa situazione, Razgatlioglu non resta a braccia conserte. È determinato ad adottare le scelte tecniche di Quartararo per cercare di colmare il suo ritardo. Dopo aver testato la carenatura usata dal francese al Mans, intende ispirarsi alle sue impostazioni per il prossimo Gran Premio a Barcellona. “Abbiamo usato impostazioni diverse da quelle degli altri, ma in Catalogna proveremo ad avvicinarci un po’ allo stile di Fabio”, annuncia.
Il pilota turco sa che la Yamaha M1 presenta sfide specifiche, in particolare in termini di “turning” (capacità di curvare). Se la frenata sembra meglio gestita, riconosce che la moto perde agilità. “Ci serve un set-up per il turning della moto. Per quanto riguarda lo fermarla, ci siamo vicini, ma continuiamo a perdere in turning e dobbiamo migliorare questo aspetto.” L’obiettivo è chiaro: trovare un’impostazione che permetta alla moto di curvare meglio, una qualità essenziale su un circuito come Barcellona, noto per le sue esigenze in termini di maneggevolezza e dove il grip può scarseggiare.
La sfida dell’adattamento alla MotoGP
L’integrazione di Toprak Razgatlioglu in MotoGP è un caso di studio affascinante. Il passaggio da una moto Superbike a una MotoGP, con le sue tecnologie integrate e le sue esigenze dinamiche, rappresenta una sfida notevole. Il pilota turco, abituato a una moto più “grezza” e più fisica, deve ora domare un’elettronica sofisticata, pneumatici specifici e un’aerodinamica complessa.
Il suo approccio, che consiste nell’analizzare i dati, testare nuove soluzioni e ispirarsi ai migliori, testimonia la sua determinazione. Il confronto costante con Quartararo, sebbene possa sembrare severo, è anche un motore. Mette in luce i punti in cui la M1 può eccellere nelle mani di un pilota esperto e dove Razgatlioglu deve ancora progredire. La strada è ancora lunga, ma la volontà del campione è intatta.
- Il dato di fatto: 13° posto al Mans, miglior risultato ma lontano dalle aspettative.
- La frustrazione: Un distacco di 32 secondi dal vincitore, giudicato “enorme”.
- Il confronto chiave: Il divario con Fabio Quartararo, pilota della stessa moto.
- La causa: Difficoltà di adattamento, usura degli pneumatici e necessità di migliorare il “turning”.
- La soluzione ipotizzata: Adottare le impostazioni e lo stile di guida di Quartararo.
- L’obiettivo: Colmare il divario e ritrovare un livello di prestazioni competitivo.




